Divine Conflict

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Cronache del secondo secolo
view post Posted on 26/1/2009, 14:36Quote
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Per molti anni forze supreme hanno calcato le terre mortali plasmando il destino di tutti. Demoni, angeli, dei e dee hanno combattuto, gioito, creato e distrutto, manifestando il loro potere e la loro magia, permeando con la loro essenza il mondo terreno.
Alcuni, coloro il cui animo era più vicino ai loro spiriti, li hanno veduti con i loro stessi occhi, altri hanno soltanto potuto riconoscere il loro agire, nel bene e nel male, ma così facendo hanno comunque talvolta difeso la Luce, talvolta combattuto per le Tenebre.

Ciclicamente le due forze opposte hanno dominato, il fuoco del loro conflitto alimentato dalla brama di Caos e Discordia o sedato dalla necessità di Armonia ed Equilibrio. Tuttavia, questo continuo alternarsi poche volte è risultato evidente ai nostri occhi, perchè esso è stato un altalenare lento e scarsamente percepibile nel corso delle vite dei mortali, tranne forse che per coloro graziati da una vita secolare.
Tuttavia, adesso, il mondo è cambiato.

L'Oscurità, che negli ultimi decenni tanto ha dominato sembra aver abbandonato questo mondo e la Luce, non avendo più alcuno contro cui lottare, ha cessato a sua volta di manifestarsi.
Le forze che un tempo controllavano le vite di tutti si sono dissolte, distrutte o annientate, oppure si sono addormentate, allontanate o restano in attesa che un nuovo equilibrio si ponga o che una scintilla smuova la quiete e il grigiore che paiono essersi estesi ovunque.

I seguaci dell'Oscuro, i cui nomi erano sufficienti a seminare panico e disperazione tra coloro che avevano subito gli effetti devastanti della loro fede corrotta, sono misteriosamente scomparsi. I suoi agenti sono dispersi, senza una guida, senza forze e senza un'entità in grado di ispirarli.
Si dice che alcuni dei loro sacerdoti siano morti e che un importante tempio sia stato distrutto da forze misteriose. Pare anche che tra i loro sicari sopravvissuti vi siano alcuni che hanno abbandonato il sentiero dell'ombra e adesso vivono tra la gente comune, assoldati da qualche potente come mercenari. Ma le voci di tali segreti accordi sono soltanto sussurrate, per il timore che ancora suscita la sinistra fama di questi individui, capaci di seminare morte e disperazione.

Ed anche tra i figli della Luce qualcosa di grave è accaduto. Alcuni tra i loro più valorosi paladini hanno trovato la morte nel corso della guerra contro gli oscuri. Alcuni hanno detto che incredibili torture siano state loro inflitte dai loro spietati nemici e nessuno sa se Isilmariand sia intervenuto, salvando almeno la loro anima dagli artigli del male.
Quel che è certo è che la loro fine ha causato lo sconforto tra i giusti, rimasti in pochi e privati dei migliori tra essi.
La rassegnazione ha pervaso così tanti cuori che perfino l'improvvisa caduta del centro del potere oscuro si è mutata in un semplice sollievo, privo di vera gioia.

E così il mondo è cambiato. Il bianco e il nero, dopo aver colliso per anni, si sono mescolati in un diffuso, piatto, indististinto grigiore.

Il popolo degli elfi accetta con passività e distacco la mancanza di vitalità. Nelle loro vite millenarie questo non è che un sospiro e tutto scorre lentamente nelle loro belle città e nei villaggi, luminosi e ordinati, immutabili come gemme.
Per i drow non è diverso. L'alternarsi delle stagioni, le guerre e la pace, giungono nel sottosuolo come echi lontani che sfiorano a malapena il loro interesse. Le loro menti sono già sufficientemente impegnate ad occuparsi dei loro affari, dei giochi di potere, della tessitura delle loro trame ingarbugliate per pensare al mondo di sopra.
I giganti e i nani, tradizionalmente poco legati agli altri popoli, conducono le loro vite sulle montagne come sempre, badando semplicemente al pragmatismo della loro quotidianità, interrogandosi poco sul futuro che, in ogni caso, non immaginano possa o debba essere diverso dal passato.

L'assenza di conflitti tuttavia, la facilità dei trasporti e il progressivo allentarsi delle procedure di sicurezza in tutti i regni, soprattutto nella vivace Eragord, ha creato una favorevole condizione alla crescita di una nuova forza motrice: una rete di potere interna al potere, fatta di gilde, o corporazioni segrete.
Esse sono cresciute al punto tale da non essere più costituite da semplici spie o tagliaborse, ma sono diventate in grado di mutare con discrezione gli equilibri dei vertici in quasi ogni nazione. Il loro potere economico, per quanto nascosto e oscuro, è diventato la linfa vitale del commercio e in un periodo in cui la legge non esiste, essi sono diventati la legge, i loro assassini le loro guardie, i loro contrabbandieri i mercanti.

Tuttavia la calma apparente che questo dominio sembra aver portato talvolta viene spezzata da un grido nella notte, che accompagna la fine prematura di qualche incauto. Nelle taverne di tanto in tanto il chiacchiericcio vivace si interrompe improvvisamente e le orecchie di tutti si tendono come quelle di un branco di cervi che fiutino l'arrivo dei worg affamati. Poi, così come la tensione si è creata, si dissipa, lasciando spesso sul pavimento qualche corpo esanime, ignorato da tutti e poi rimosso come spazzatura.
Nessuno osa fare domande se una carovana scompare in un bosco. I volti dei mercanti assassinati, sfregiati da una lama affilata o da un fuoco magico, sono sufficienti a tenere a freno le lingue dei più, perchè non c'è bisogno di domandare per sapere. Ignorare, inoltre, può fare la differenza tra la vita e la morte.

Una guerra è in atto, ma non la si può nominare, non si può dire chi la combatte. Non si tratta di una guerra aperta, dove eserciti di valorosi in armature scintillanti si scontrano in campo aperto sotto i vessilli intessuti dalle loro dame. Questa è una battaglia fantasma, combattuta nella notte, nella nebbia, nel silenzio...

Stiamo lentamente soffocando. E non possiamo fare altro che attendere, che sperare in qualcuno che giunga e ci restituisca l'aria.
Un eroe, forse? O un tiranno da abbattere, che risvegli i cuori dallo stato di torpore in cui sono caduti?
Non lo sappiamo. La verità è che molti di noi hanno paura perfino di sognare.

- Librugis, Bibliotecario della città di Eragord -

Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn

-The Call of Cthulhu-

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