Divine Conflict

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La spedizione
view post Posted on 5/3/2007, 12:17Quote
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Colei che sa di non sapere e che se ne fa una ragione

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La spedizione



Ci sono momenti in cui un uomo smette di essere tale e diventa leggenda.

Momenti in cui un ragazzo come me, che si era sacrificato tutta la vita, diventando forte e abile nelle armi, finalmente ottiene la sua ricompensa

E questo sarebbe stato il MIO giorno! Ero uno dei membri della Brigata delle Lame Insanguinate, una delle piu’ forti bande di mercenari del regno umano! E la nostra missione sarebbe stata il coronamento di una vita.

Eravamo stati pagati da un grassone, un mercante, da quel che ho capito, per andare nelle vicinanze di Nethrundra, per recuperare un qualche tipo di antica reliquia in mano a dei drow che stazionavano poco lontani dalla capitale. Dovevamo affrontarne una dozzina…e noi eravamo piu’ di quaranta individui! E che individui!

Io e i Fratelli eravamo stati mandati in avanscoperta. Erano due gemelli, perfettamente identici, chiamati solo con quel soprannome, tanto che nemmeno loro ricordavano piu’ i loro nomi. Erano temuti per la loro abilita’ e forza in battaglia e per la perfetta coordinazione dei loro movimenti. Vivevano insieme, uscivano insieme, avevano perfino la stessa donna. Certo non una cosa di cui vantarsi, ma i membri della Brigata non erano certo considerati dei santi e molti facevano cose ben piu’ riprovevoli. Osservai il piu’ vicino dei due (impossibile distinguerli): era alto piu’ di due metri e i muscoli uscivano dal corpetto di cuoio che indossava. Potevano sfondare un’asse di legno con un solo pugno o sollevare un uomo sopra la testa con una sola mano. E nonostante questo si muovevano come due gatti, quasi inudibili mentre camminavano nel sottobosco.

Mi scossi da questi pensieri, concentrandomi sul bosco intorno a me: eravamo vicini al punto dove doveva trovarsi l’accampamento e presto lo avremmo intravisto e avremmo riferito agli altri la consistenza delle forze nemiche. Un piano semplice ma efficace, che molte volte aveva funzionato.

Poi un brutale, rapido attacco ai nemici impreparati e un ancor più rapido ritorno alle terre umane, prima che i drow potessero organizzare un contrattacco…e con il premio per questo ingaggio avremmo potuto goderci la vita per qualche mese e saremmo diventati famosi come coloro che avevano messo nel sacco quei pelle nera.

Sorrisi, pregustando quel momento… e i quello stesso istante urla di allarme scoppiarono da dove si trovavano il resto delle truppe, soffocate, mentre il suono di armi e di incantesimi urlati a squarciagola veniva sopraffatto dal suono di balestre che scattavano.

Ci voltammo di scatto, sfoderando le spade con un sibilo, facendo un passo verso il rumore e fermandoci altrettanto di colpo: una figura longilinea era emersa dal bosco, dove, fino a un secondo prima, potevo giurare non ci fosse nulla, quasi come apparsa dal nulla.

Aveva i lunghi capelli bianchi lasciati liberi sulla schiena e impugnava due spade gemelle, di color nero, un nero notte, come quello della sua pelle. Il suo volto era perfetto, dagli occhi color rosso fiamma con un sorriso beffardo sulle labbra delicate.

“Vendui’, rothe…io son lilfeyn…maestro d’armi della casata Oblhoi.” La sua voce era cosi’ musicale e perfetta che sembrava appartenere a un angelo…un angelo caduto.

Sorrise ai due gemelli che si erano portati ai suoi fianchi, circondandolo, impugnando i loro enormi spadoni. Presto sarebbero scattati all’unisono, dilaniandolo. Conoscevo questa tecnica e potevo solo restare immobile a osservarli: intervenendo avrei reso solo piu’ difficile il loro compito

“non volete arrendervi, quindi?” Il drow sorrise, parlando amabilmente, per poi impugnare piu’ saldamente le due spade, soppesandole:”Meglio, mi sarei annoiato, altrimenti! La ilharess e’ stata chiara…prendere prigionieri, se possibile…” Sorrise, scoccando occhiate ai due fratelli, immobili, mentre la sua voce assumeva un tono di scherno:”e con cosi’ prodi guerrieri non posso stare qui a giocare, vero? Su, venite”

Poi rimase immobile, puntando gli occhi su di me, fissandomi, ignorando completamente i due uomini ai suoi lati.

Vidi i fratelli scattare, in perfetta sincronia, quello a destra con un colpo dall’alto verso il basso che avrebbe sfondato la testa del nemico mentre l’altro scattava in un affondo volto a sbudellare il drow.

Il drow aspetto’ l’ultimo istante, per poi esplodere in una sequenza di movimenti che mi lasciarono senza fiato: abbassò di colpo la spada sinistra, deviando verso il basso lo spadone dell’avversario con tanta forza che si infilzò nel terreno morbido, mentre con uno scatto della mano destra rovesciò la presa sull’altra spada, portando la punta verso il basso, per poi alzarla, bloccando l’altro spadone a mezz’aria.

Restò così per un istante, bloccando lo spadone con un solo braccio, mentre con l’altro teneva a terra l’altra arma, flettendo leggermente le braccia come unica dimostrazione del tremendo sforzo che stava compiendo, continuando a fissarmi e sorridere. Vedi l’uomo a destra che spingeva con tutta la sua forza, mentre l’altro cercava di estrarre lo spadone dal terreno, senza alcun risultato.

Poi il drow fece improvvisamente un passo indietro, scostando le spade. Il gemello di destra barcollò in avanti, incapace di fermarsi, protratto dal suo stesso slancio, mentre quello di sinistra tirava la spada fuori dal terreno, in avanti...e la infilzava nel corpo del fratello.

Rimasi allibito, mentre il sangue macchiava il terreno e i due gemelli si guardavano: carnefice e vittima, entrambe pedine di un gioco malvagio…un gioco durato una manciata di secondi.

La voce del drow era carica di riprovero, mentre scuoteva la testa:”dovresti stare piu’ attento,non sai che le armi non sono un giocattolo? Forse dovresti tornare dal tuo maestro umano, non credi? Ora il tuo gemellino ha un bel buco, non trovi?”

L’urlo di rabbia dell’uomo scosse l’aria, mentre si avventava sulla figura sorridente, sferrando un fendente da destra verso sinistra…che non arrivò mai al bersaglio. Un fiotto d’acido lo colpì in faccia, gettandolo in terra, urlante, mentre una figura vestita da una tunica cremisi avanzava nella radura, incurante dell’uomo agonizzante:”basta giocare, lilfeyn..il resto della spedizione e’ gia’ stata bloccata e addormentata..e sai che dovevamo prendere schiavi, non massacrarli.”

Scoccò un’occhiata noncurante ai due uomini agonizzanti a terra, senza alcuna espressione:”e questi sembravano ottimi uomini di fatica, la Ilharess non sara’ contenta.”

“si’ che lo sara’, mago, guarda!” Detto questo lilfeyn puntò le spade verso di me, rimasto immobile con la spada in posizione di difesa. “un umano biondo..sai che alla nostra signora piacciono..queste bizzarie”

Il mago si voltò verso di me, squadrandomi, osservando i capelli biondi di cui tanto andavo fiero, e accennando un sorriso:”Ottimo, amico mio…la ilharess lo troverà sicuramente di suo gradimento! Un animaletto proprio carino”

Detto questo fece un gesto, sussurrando una sola parola e sentii le mie ginocchia cedere, mentre cadevo sul terreno, bloccato e paralizzato, mentre il buio cercava di sopraffarmi. Mi feci forza, stringendo i denti e riuscii a non svenire, sebbene il mio corpo mi sembrasse un blocco di ferro inerte.

Rimasi lì incapace di muovermi, mentre una figura conosciuta appariva nella radura: quel grassone dagli abiti eleganti e quel maledetto profumo era inconfondibile, il mercante che ci aveva assoldati!

“visto che belle prede, signori? Ora…e’ momento della mia ricompensa, non credete? Cento ori, come pattuito!”

Quel cane traditore l’avrebbe pagata, pensai, mentre rivolgevo una preghiera agli dei perche’ lo fulminassero all’istante.

il drow sorrise, impugnando con noncuranza le spade:”la vostra ricompensa, certo…” sembro’ soppesare per un istante la questione, per poi annuire:”vi permetto di andarvene di qui e vi do dieci secondi per sparire dalla mia vista senza fiatare! Credo sia una ricompensa piu’ che sufficiente.”

Il suo sorriso era allegro, come stesse parlando con un caro amico,mentre l’umano si imporporava, aprendo la bocca:”Non e’…” “Mi spiace, caro mio, risposta sbagliata” lo interruppe il drow con lo stesso tono noncurante, prima di trafiggerlo in pancia con la spada destra, con un movimento quasi svogliato. “Ti avevo detto di non parlare, no? Davvero credevi ti avremmo pagato? Non hai imparato nulla sul fare affari con i drow?”

Scostò la spada, osservando il corpo cadere a terra, per poi aggiungere, ridacchiando, quasi con un ripensamento:”in fondo non eri certo adatto a far da schiavo, con tutto quel grasso!”

Il mago a fianco a lui sorrise, divertito e all’improvviso sentii una voce parlare, come se provenisse da molto, molto lontano e mi accorsi con orrore che era la mia:”Voi..mo..mostri”

Il mago si voltò, inarcando un sopracciglio stupefatto:”e’ resistente..pochi umani sarebbero rimasti svegli dopo il mio incantesimo…ma in fondo meglio così, gli servirà tutta la sua forza per far divertire la Ilharess…il suo ultimo giocattolo e’ durato solo 3 giorni!”

Il guerriero si avvicinò, per poi alzare lentamente una mano a sfiorarmi il viso e sussurrare:”Mi fai quasi pena…preferirei essere dato in pasto ai ragni di guardia che finire tra le grinfie della Ilharess..ma ora…dormi…”

Mi morsi il labbro tanto forte da farlo sanguinare ma questa volta il buio mi sopraffece…il mio ultimo pensiero, mentre cadevo nell’oblio, fu che ,forse, non sarei diventato una leggenda..

Chihuahua che con le tue zampette microscopiche
tentavi di attraversare la strada macroscopica
nella megalopoli tentacolare piena di gigabyte e di multisale
Hai fatto il passo microscopico più lungo della zampa microscopica
ora sei solo una macchia rossa microscopica
nella realtà macroscopica della megalopoli tentacolare
del mio cazzo
 
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