ELFI
*** CARATTERISTICHE FISICHE ***

S
tirpe di esseri quasi immortali, dalla leggendaria nobiltà e le aggraziate fattezze. Di aspetto simile a quello degli uomini, rifulgono però di un intimo splendore che ne tradisce lo spirito e le doti. Appaiono di solito piu' alti e delicati nella costituzione, caratterizzati da orecchie di forma leggermente più allungata e dalla caratteristica forma a punta, nonchè il corpo totalmente glabro. Anche un solo accenno di barba in un individuo che presenti anche tutte le tipiche fattezze elfiche può facilmente lasciar riconoscere un mezzosangue sia dal bel popolo che dagli umani abbastanza colti. Queste creature sono inoltre dotate di straordinaria destrezza e agililita', che li vede protagonisti di molte leggende tra le genti esterne.
Un elfo invecchia in modo quasi impercettibile, senza veder svanire la proverbiale bellezza nel tempo e si narra che due sole siano le cause che possano portarli alla fine: la morte violenta o la stanchezza. Anche il tedio di un'esistenza infinita o la perdita prematura di un compagno amato può, infatti, spingere questi esseri generalmente spensierati a perdere spontaneamente la volonta' di vivere.
*** SOCIETA' ***
La societa' elfica si fonda su clan famigliari, che in alcuni casi possono raggiungere dimensioni ragguardevoli.
Due sono le etnie più conosciute: utilizzando la traduzione abbastanza semplificata, con la quale le genti esterne usano interpretare l’idioma elfico distintivo per le due grandi famiglie createsi dopo la diaspora volontaria di parte del popolo elfico dai territori dei boschi del sud, faremo riferimento a loro come genti Silvane e genti Alte.
Le prime abitano ancora i boschi del Talendir, prediligendo abitazioni e villaggi costruiti sugli alberi, in armonia con le originarie usanze. Amorevoli devoti del culto di Aloona, affidano il "potere" di guida sociale a sacerdoti druidi, in accordo con i rappresentanti delle piu' antiche famiglie. Generalmente organizzati in piccoli-medi centri abitati, piuttosto estranei ai contatti con la vita "cittadina", poco inclini a prolungare la propria permanenza al di fuori dei territori boschivi, possono rivelarsi ottimi e valorosi combattenti, ma sono restii a scendere in guerra, se non direttamente minacciati. Il sostentamento è garantito soprattutto da caccia, pesca, piccola agricoltura e tutto ciò che la Natura fornisce direttamente ai suoi figli prediletti.
Le genti silvane sono generalmente riconoscibili per la carnagione rosea, i capelli color sabbia e gli occhi tendenti a colorazione verdeazzurra. E' in ogni modo difficile una precisa classificazione, a causa delle diverse stirpi familiari incrociatesi nel corso del tempo o prima della dipartita delle genti Alte. Leggende sul popolo, cantate dai bardi, narrano anche di eroi silvani dagli occhi viola come l'ametista o di fanciulle dai capelli del colore delle quercie di Telandir. La loro altezza può variare da una media di 200 cm per i maschi e di 190 cm per le femmine e, pur restando gracili rispetto agli umani, sono senza dubbio i piu' forti e robusti tra gli elfi.

Delle genti Alte si raccontano svariate storie. “Costola” del ceppo originario di Telandir, venuta in contatto con le altre razze in tempi remoti, si narra che l’incontro cambiò profondamente l’indole e le usanze di questi elfi. Proprio per questa ragione, alcuni anziani rappresentanti delle antiche famiglie silvane malvedono, se non addirittura disconoscono questa etnia come "corrotta" dal contatto con le altre culture. La scelta di allontanarsi dai territori sacri ad Aloona e di abbandonare le tradizioni per costruire il proprio indipendente regno, circondandolo di mura dall’innaturale splendore, dotato di un’organizzazione sociale troppo palesemente ispirata a quella umana, così come il commercio con l’esterno delle leggendarie armi e dei gioielli, delle stoffe e dei tessuti più pregiati, tradizionalmente considerati privilegio del popolo e come tale gelosamente custodito o riservato in dono in rarissime circostanze, tutto ciò contribuisce ancor oggi ad isolare il popolo in due culture orgogliosamente ben distinte e velatamente discordi.
Pur avendo attraversato un periodo di apertura ed assorbito significative influenze esterne, quali la gerarchia sociale assai più marcatamente basata su classi e censo, le genti Alte amano restare a loro volta all’interno del proprio regno, dove la bellezza e la grazia, così venerate per natura dal popolo tutto, raggiungono traguardi sorprendenti agli occhi di qualsiasi straniero si pregi essere accolto presso la corte o guadagni l’amicizia di un nobile elfo.
La maggior parte degli Alti elfi è contraddistinta da capelli scuri, a causa degli antichi contatti con le popolazioni umane nomadi ed occhi dalle tonalità del grigio, spesso atteggiati in uno sguardo altero ed orgoglioso. Tuttavia, come per i fratelli silvani, alcuni di loro possono avere capelli chiari ed occhi chiari, patrimonio del sangue silvano che scorre nelle loro vene. Da attribuirsi alla lontana eredità umana è quasi certamente anche la statura più minuta: in media si hanno 182 cm per i maschi, mentre le femmine non superano generalmente i 180 cm; mentre la causa della minor robustezza è facilmente riconducibile al diverso stile di vita ed alla scelta di dedizione del popolo Alto verso la ricerca di maggior comodità, malignano alcuni, grazia e raffinatezza sostengono gli amanti affascinati della capitale.
*** RAPPORTI CON LE ALTRE RAZZE ***
DROW: Odiati e rispettati, come si odiano e si rispettano i propri difetti ed i propri timori. Perseguiti e cacciati, come si cacciano e si fugano i dubbi e le paure piu' profonde. Bisogna sottolineare anche come le profonde similitutini originarie tra le due razze siano state, si dice, perfino causa di insane passioni tra i giovani e le giovani del popolo, attratti dallo specchio temibile della propria immagine.
HOBBIT: amati come i piccoli amano i propri giocattoli o animali domestici. Non di rado è capitato che fossero ben accolti e perfino invitati a restare fin nel cuore del regno del popolo Alto, grazie all’amore condiviso per le narrazioni, la curiosità suscitata dalle abilità ludico-artistiche popolari e la riconosciuta maestria come birrai e cuochi. Quasi sempre accettati con benevola tolleranza all’interno dei territori boschivi, data l’indole pacifica che poco preoccupa o addirittura interessa i suoi difensori.
NANI: tollerati perche' figli del creato, ammirati per la maestria nella lavorazione dei metalli, vengono tuttavia malcelatamente disprezzati dalle genti silvane per il loro smodato attaccamento a questi ultimi ed alle pietre preziose, generalmente osteggiati per l’indole burbera e testarda. Sono, inoltre, note le antiche incomprensioni, che in passato hanno non di rado condotto le due razze al conflitto, fornendo alla discordia numerosi morti e lunghi anni di terrore. Incomprensioni mai del tutto sanate, neanche con l’attuale cessare degli scontri in favore di una delicatissima pace, ma che hanno tuttavia indotto le due stirpi ad una sorta di profondo e reciproco rispetto basato sulla conoscenza dell'altrui valore militare.
GIGANTI: unanimemente rispettati in quanto ottimi combattenti e nemici da non sottovalutare, disprezzati per l’indole ritenuta agli occhi del popolo troppo selvaggiamente violenta. Si può affermare che le genti elfiche preferiscano approfittare della rassicurante distanza dei rispettivi territori per ignorarne pacificamente l’esistenza, salvo in particolari circostanze di eventi o necessità.
UMANI: Guardati con sospetto ed ammirazione controversi a causa della sorprendente varietà, ma soprattutto l’incredibile eclettismo e la capacità di adattamento ad ogni situazione: doti effettivamente scarse nel popolo elfico, la cui lunghissima esistenza porta a non prevedere nè particolare esigenza di mutamento, nè particolare attaccamento al potere ed al denaro e a contemplare la ricerca di una saggezza ben in contrasto con quel che appare l’inquieto perseguire di passioni di queste creature dalla vita fragile e breve come un respiro.
Accomuna entrambe le etnie la malcelata convinzione che questa razza sia fondamentalmente inaffidabile, nonchè pericolosamente incline ad insane manie espansionistiche, ma non sono mancati e non mancano casi di stima ed amicizia reciproca tra individui e perfino rappresentanti illustri dei due popoli. Esclusi i leggendari sodalizi durante la diaspora dei tempi antichi, anche i contatti del popolo Alto vengono preferibilmente limitati al commercio, divenuto tuttavia non poco assiduo, vista l’apparente predilezione del popolo umano per quest’arte.
Le genti silvane permettono raramente l’ingresso di umani nei propri territori, temendone soprattutto l’indole basilarmente bellicosa ed incline al mutamento, così come al tradimento. Anche in questo caso, però, non mancano eccezioni: soprattutto in particolari occasioni di emergenza, che hanno visto in passato occasionalmente uniti elfi ed umani nella difesa delle terre comunemente minacciate o taciti accordi amichevoli tra saggi rappresentanti delle due razze e fedeli della Dea Aloona, nel reciproco perseguimento dell’armonia.
Edited by *Alila* - 22/12/2007, 21:55